La Russia ha una inflazione elevata.

 

 

La Russia ha una inflazione elevata.

 

La bilancia commerciale, però, resta in attivo 

 

Ciò significa che l'aumento dei prezzi è legato alla crescita della economia interna.

 

La guerra ha spinto la domanda di armi e le imprese hanno dovuto assumere molto personale per costruirle.

 

L'offerta di lavoro, ha fatto crescere gli stipendi e aumentare il reddito dei cittadini.

 

L'aumento del reddito disponibile ha incrementato la domanda privata che ha fatto crescere, nel mercato interno, la richiesta di beni e servizi.

 

Quando la Russia esportava energia verso l'Europa, molto economica rispetto a quella che paghiamo oggi ma forse a prezzo più alto rispetto a quanto non la vendono oggi a Cina e India, noi, con quella energia, producevano beni e servizi che esportavamo in Russia colmando la loro domanda.

 

Adesso che abbiamo costretto i russi a produrre in Patria ( vedi nota 1) noi siamo andati

(a) in recessione perché non sappiamo verso chi esportare i nostri prodotti;

(b) In "inflazione importata" per l'aumento esponenziale dei costi della energia e per l'altrettanto grave aumento del costo del denaro (tasso di interesse) che è il solo modo che la politica monetarista conosce per abbassare l'inflazione: distruggere la domanda interna drenando liquidità ma così facendo calare ancora la produzione e, quindi, il reddito!

 

La Russia, da parte sua, si trova a dover colmare, con la produzione interna, l"aumento di domanda interna.

Cioè a dire ha un problema diverso dal nostro:  la sua non è inflazione importata ma inflazione da eccesso di domanda.

 

Il modo per ridurre la inflazione da eccesso di domanda (se non si vuole adottare una politica monetarista che distrugge il benessere della popolazione come farebbero i nostri politici servi del monetarismo) è aumentare la produzione dei beni e servizi richiesti dal mercato.

Per questo serve aumentare gli occupati ma se sei prossimo alla piena occupazione, o ricorri all'immigrazione, che se è incontrollata come da noi aggrava il problema perché l'afflusso di maestranze non qualificate e il più delle volte inqualificabili pesano sulla fiscalità generale senza dare un supporto alla produzione (nota 2) o trovi il modo di aumentare la quantità di prodotto per unità di fattore di produzione impiegato cioè AUMENTI LA PRODUTTIVITÀ, che, però, di solito richiede molto tempo.

 

Morale: come sul campo di battaglia di questa guerra, anche sul piano economico il tempo lavora per la Russia.

 

Ogni giorno che passa in Russia gli imprenditori, gli artigiani e le maestranze studiano come soddisfare una domanda crescente con le stesse risorse impiegate aumentando la produttività e rinforzando la loro economia.

Da noi, ogni giorno che passa le imprese chiudono licenziando le maestranze che vanno a ingrossare le fila dei disoccupati e di quelli assistiti dallo stato oppure le imprese delocalizzano la produzione in USA che a loro volta vogliono risolvere i loro problemi di disoccupazione e di disavanzo commerciale a nostre spese: vendendoci il loro gas di scisto a 4 o 5 volte di più di quanto non pagheremmo quello russo, imponendoci di spendere il 5% del PIL europeo per acquistare armi prodotte negli USA, facendo concorrenza sleale favorendo la delocalizzazione in nord america delle nostre industrie.

 

È una politica miope, di breve respiro, che nel medio periodo distruggerà l'economia continentale senza risolvere i problemi di quella americana; problemi che hanno origine nel dominio della economia finanziario speculativa che esprime politiche monetariste e, quindi, che se non si accetta l'idea di un accordo tra Russia, Cina, USA e BRICS (grande assente la UE che dominata da servi corrotti è un ectoplasma puzzolente), per impostare una politica planetaria di tipo keynesiano, volta a una imponente crescita mondiale sostenibile, non potrà mai essere risolta senza una guerra nucleare che, nella conseguente fiammata inflazionistica, bruci le sbarre di carta della prigione del debito nella quale il monetarismo tiene prigionieri i popoli.

 

Ugo Lenzi 

 

 

27 febbraio 2025

 

 

Note:

1) ricordiamo che la Russia è per dimensioni uno stato continente e alla lunga può rendere la propria economia autosufficiente in ogni settore a differenza della Europa continentale che è una economia di trasformazione e ha bisogno di importare quasi tutte le materie prime.

 

2) se immigrasse un ingegnere informatico indiano capace di sviluppare un algoritmo che riducesse dei 10% la dispersione di energia nel trasporto, sarebbe una benedizione perché farebbe fare alla produttività -che è la quantità di prodotto per fattore della produzione- un salto da gigante aumentando la ricchezza di tutti. Ma se viene uno spacciatore o nella migliore delle ipotesi un fruttivendolo, al quale il Comune di Bologna regala 15k euro e la esenzione delle tasse per aprire, oppure uno che, pedalando sotto il sole o la pioggia per un euro, porta un panino a casa di alti pezzenti, che lo sfruttano per non andarsela a prendere da soli, e per questo, tutti noi, gli paghiamo, con le nostre tasse, casa, scuola, sanità, questi distruggono la marginalità del lavoro e, quindi, lo stimolo ad incrementare la produttività causando un generale impoverimento.